Iscriviti
 
8 Settembre 2017

Corruzione e responsabilità delle persone giuridiche al centro dell'agenda internazionale

 

L'ultimo meeting G20 di Amburgo (7-8 luglio scorsi) ha avuto quale tema il «Dare forma a un mondo interconnesso» ed ha portato ad un aggiornamento del Piano d'azione già elaborato per il prossimo biennio.

Tra i documenti adottati, di particolare rilievo il paper "G20 High Level Principles on the Liability of Legal Person for Corruption”, il cui presupposto è la consapevolezza che l'implementazione di una forma di responsabilità per gli enti collettivi – sia essa penale, civile o amministrativa – rappresenta un punto cruciale nella lotta globale alla corruzione.

I Princìpi elaborati prendono dunque spunto da fondamentali atti internazionali (Convenzione ONU contro la corruzione, Convenzione OCSE sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri), nonché dalle legislazioni nazionali che prevedono già da tempo la responsabilità delle persone giuridiche.

Si sottolinea innanzitutto (Princìpi 1-7) la necessità di prevedere un'effettiva giurisdizione e una salda cornice normativa in materia di corruzione, da applicare anche in caso di reati commessi in parte fuori dal territorio nazionale. Con gli Stati membri chiamati ad adottare misure affinché le condotte di eventuali intermediari o le vicende modificative della struttura societaria non rappresentino éscamotages per eludere le responsabilità.

Il sistema sanzionatorio (Principi 8-10), comprensivo di pene pecuniarie e misure interdittive, dovrebbe poi essere effettivo, proporzionato e dissuasivo: grande attenzione è quindi dedicata alla confisca del profitto corruttivo, considerata il deterrente più efficace.

Il documento valorizza inoltre la cooperazione internazionale (Principi 11-12) e si sofferma sul settore privato (Principi n. 13-14). Da una parte, si incoraggia le aziende ad adottare effettivi controlli interni ed ethics and compliance programs in chiave preventiva; dall'altra, si invita i Governi a predisporre adeguati incentivi.

La formulazione di tali princìpi conferma l'attenzione che la comunità internazionale concentra sul tema della responsabilità degli enti. Un'attenzione manifestata anche dalle recenti iniziative legislative portate avanti dai singoli Stati: per fare qualche esempio, in Thailandia è stato emendato l'Anti-Corruption Act, mentre il Parlamento del Suriname ha approvato una nuova Legge in materia di Anti-Corruzione.

Il primo provvedimento stabilisce, in particolare, che la National Anti-Corruption Commission possa ora indagare e denunciare pubblici ufficiali tailandesi e stranieri, nonché persone fisiche ed enti stranieri appartenenti al settore privato.

Mentre anche la Legge adottata in Suriname – oltre alla protezione dei whistleblowers – prevede un'apposita Commissione incaricata di individuare le irregolarità all'interno delle istituzioni pubbliche.

Si tratta di importanti segnali del percorso di prevenzione dei fenomeni corruttivi che si sta seguendo sia a livello di singoli Stati che a livello sovrannazionale.

Questo sito utilizza la tecnologia 'cookies' per favorire la consultazione dei contenuti e l'erogazione dei servizi proposti dall'Associazione AODV231.
Per prestare il consenso all'uso dei cookies su questo sito cliccare il bottone "OK".
Ti invitiamo a leggere la nostra policy.


Info Esci OK