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12 Settembre 2017

Autoriciclaggio, punite anche le condotte “frammentarie e progressive”

 

«Il delitto di cui all’art. 648 ter I c.p., pur essendo a consumazione istantanea, è reato a forma libera e può anche atteggiarsi a reato eventualmente permanente quando il suo autore lo progetti ed esegua con modalità frammentarie e progressive».

La Corte di Cassazione torna ad affrontare il tema dell'autoriciclaggio e lo fa (sentenza 40890/2017, depositata il 7 settembre) pronunciandosi su un soggetto accusato di aver commesso il reato attraverso complesse operazioni societarie, articolati movimenti bancari e spregiudicate manovre finanziarie, anche frammentate.

Il delitto presupposto sarebbe quello di bancarotta fraudolenta per distrazione, che avrebbe consentito all'imputato di gestire – così da ostacolarne l’accertamento – alcune somme di provenienza illecita.

Sul punto, i giudici di legittimità ricordano che quanto riferito circa il delitto di riciclaggio (ex articolo 648-bis del Codice penale) trova certa applicazione anche nel caso in esame.

Motivo per cui «qualsiasi prelievo o trasferimento di fondi successivo a precedenti versamenti, e dunque anche il mero trasferimento di denaro di provenienza delittuosa da un conto corrente bancario ad un altro diversamente intestato e acceso presso un diverso istituto di credito, assume autonoma rilevanza penale, non potendo essere considerato come "post factum” non punibile».


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