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13 Settembre 2017

Aiuto alla Crescita Economica (Ace): nuova disciplina anti-elusiva per i gruppi di società

 

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze è recentemente intervenuto a modificare le regole dell’Ace (aiuto alla crescita economica), approvando il 3 agosto scorso un Decreto ministeriale, in sostituzione di quello del 14 marzo 2012 (che conteneva le disposizioni attuative riguardanti l'incentivo).

Come spiega l’Agenzia delle Entrate, «l’Ace prevede la possibilità di dedurre dal reddito imponibile i capitali che vengono utilizzati per incrementare il patrimonio delle imprese, con lo scopo di favorire il Finanziamento delle PMI mediante capitale proprio».

Tra le novità, il provvedimento ministeriale rivede la disciplina antielusiva applicabile ai gruppi di società. L’articolo 10 stabilisce infatti che si applichino le disposizioni antielusive ivi previste alle operazioni intercorse tra soggetti appartenenti a un gruppo nel quale sia presente anche un solo soggetto Irpef o Ires beneficiario dell’Ace.

La norma citata delinea meglio, rispetto al passato, il concetto di "società del gruppo”, affermando che si considerano tali le controllate, controllanti o controllate da un medesimo soggetto, ex articolo 2359 del Codice civile, inclusi i soggetti diversi dalle società di capitali, ad eccezione dello Stato e degli altri enti pubblici.

Da tale nozione di gruppo deriva la possibilità di applicare la disciplina anti-elusiva anche alle operazioni con soggetti non residenti in Italia.

Dal punto di vista oggettivo, rilevano i conferimenti in denaro effettuati a favore di società del gruppo; nonché i corrispettivi per l’acquisizione o l’incremento di partecipazioni in società controllate già appartenenti ai soggetti del gruppo; i corrispettivi per l’acquisizione di aziende o di rami di aziende già appartenenti ai soggetti del gruppo; l’incremento dei crediti di finanziamento nei confronti di soggetti del gruppo, rispetto a quelli risultanti dal bilancio 2010.

In conclusione, così come chiarito nella Relazione illustrativa al Decreto, l’obiettivo principe della riforma è quello di evitare duplicazioni del beneficio Ace, a fronte di un’unica immissione di denaro nell’ambito di un medesimo gruppo.


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