Corte di Cassazione - II Sez. Penale - sentenza 20 settembre 2012 n. 35999/2012 (udienza 6/7/2012)

Il 20 settembre scorso è stata depositata la sentenza n. 35999 con la quale la Corte di Cassazione ritorna sul tema dell´efficace attuazione del Modello 231 adottato dall´ente prima della commissione di un reato presupposto.

 

La Corte afferma che, in presenza di Modello organizzativo non efficacemente adottato o attuato, qualora si configurino tutti i presupposti oggettivi e soggettivi della responsabilità 231 (interesse o vantaggio dell´ente in seguito a reato commesso da un suo apicale) l´ente deve provare che l´autore ha agito nell´interesse esclusivo proprio o di terzi.

Elemento di originalità della vicenda è la ricostruzione del meccanismo fraudolento (alla base del reato presupposto contestato di truffa ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche) è il coinvolgimento di una finta Cooperativa, entità di fatto gestita integralmente da uno dei suoi soci in posizione di assoluta dominanza (è il caso definito, nella recente circolare della Guardia di Finanza sulla responsabilità 231, del c.d. "socio tiranno”).

     Il seguito è riservato ai soci: