Antimafia
La Commissione parlamentare d´inchiesta sul fenomeno delle mafie e altre associazioni criminali ha approvato all´unanimità un progetto di revisione organica del Codice Antimafia di cui al D. Lgs. 159/2011.
Ad un primo esame, le novità più significative paiono senz´altro le seguenti:
a) applicabilità delle misure di prevenzione personali e patrimoniali anche ai pubblici ufficiali indiziati di reati contro la P.A.;
b) maggior trasparenza nella nomina degli amministratori giudiziari dei beni sequestrati e confiscati;
c) facilitazioni alla prosecuzione dell´attività delle aziende sequestrate;
d) riformulazione degli istituti dell´amministrazione giudiziaria (art. 34 cod. ant.) e del controllo giudiziario (art. 34 bis cod. ant.);
e) potenziamento dell´Agenzia nazionale (ANBSC).
Come risulta evidente, la proposta in esame interviene per regolare con maggior efficacia un settore, quello patrimoniale, determinante nella lotta alla criminalità organizzata e del profitto.
Le ultime notizie di cronaca, peraltro, suggeriscono che, laddove il progetto divenisse legge, ogni società od ente che intende rispettare i precetti di cui al Decreto 231 implementi il proprio Modello creando una specifica sezione antimafia che tenga conto della novella legislativa.
È infatti fondamentale, oggi e ancor più qualora entrasse in vigore il nuovo codice, che il Modello delinei procedure ben strutturate quanto meno nei seguenti ambiti:
- analisi del territorio e, più in generale, del contesto in cui opera l´ente, finalizzata a valutare il pericolo che organizzazioni criminali localmente insediate possano condizionare l´attività di impresa;
- analisi degli stakeholders;
- recruitment;
- selezione dei fornitori.

