Campidoglio: rafforzati i presidi negli appalti

È del 26 gennaio scorso la disposizione "Trasparenza, nuove regole sulle gare di appalto” varata dal Campidoglio e volta ad impedire fenomeni corruttivi nei contratti d´appalto.

 

"Con questo provvedimento”, si legge nel relativo Comunicato stampa, "Roma Capitale compie scelte chiare (…) nel contrasto alla corruzione, in particolare con la ricerca sistematica di soluzioni che consentano di non ricorrere più, se non in casi di effettiva ed imprevedibile emergenza, all´assegnazione di appalti senza gara, e cercando di utilizzare al massimo strumenti di trasparenza come la rotazione dei componenti delle commissioni giudicatrici; la pubblicazione sul sito del Campidoglio di tutti gli atti delle gare, ivi comprese quelle informali, per le quali non sussiste il relativo obbligo di legge”.

 

Altri elementi di novità risiederebbero:

  • nella necessità di programmazione degli interventi;
  • nella decisione di ricorrere a gare aperte, unitamente all´obbligo di motivare dettagliatamente, informandone l´organo politico, le eccezioni;
  • nel rafforzamento, ben oltre i limiti previsti dalla legge, dei principi di trasparenza, concorrenza e rotazione per tutte le procedure diverse da quelle aperte e che, a partire dall´immediato, dovranno svolgersi "senza alcuna discrezionalità del centro di spesa nella scelta delle imprese e cooperative da invitare, scelta che sarà invece affidata a sorteggio casuale a rotazione all´interno di elenchi di operatori accreditati;
  • anche per le gare informali. nell´adozione di procedure di gara analoghe a quelle delle gare aperte o ristrette;
  • nella costituzione di un albo dei soggetti che possono far parte delle commissioni giudicatrici, sorteggiati a rotazione per ogni singola gara;
  • nella richiesta, agli operatori economici che partecipano alle gare informali in cui l´amministrazione ha facoltà di scelta, di produrre alcune certificazioni, tra cui una dichiarazione sui finanziamenti effettuati, nell´anno precedente, a partiti o esponenti politici, fondazioni, associazioni, onlus, consorzi collegati a partiti, unitamente all´obbligo di rispetto delle normative antimafia e di denuncia all´Autorità giudiziaria di tentativi di estorsione, intimidazione, corruzione.

"Una prima direttiva”, recita ancora il Comunicato, "applicabile grazie all´approvazione del bilancio entro tempi certi, invita a pubblicare i bandi relativi ad appalti per lavori, servizi e forniture entro 120 giorni dalla data in cui viene approvato il bilancio di previsione dell´anno cui si riferisce il relativo esercizio finanziario.

 

Qualora non fosse possibile rispettare quella data, previa comunicazione scritta del motivo del ritardo all´assessore competente, il termine ultimo per la pubblicazione viene fissato al 30 settembre. In ogni caso, salvo ragioni eccezionali, si sconsiglia la pubblicazione di gare nel mese di agosto, perché rischiano di non avere la necessaria diffusione e pubblicità tra i possibili concorrenti”.

 

E´ inoltre previsto un fermo alle eccessive ed ingiustificate frammentazioni delle gare in lotti, posto che le singole ripartizioni dovranno avere effettive funzionalità autonome ed essere finalizzate a perseguire un interesse pubblico: non potranno dunque essere realizzate al solo scopo di abbassare le soglie economiche, utili ad eludere l´applicazione delle norme in materia di trasparenza.

 

Il contrasto alla corruzione andrebbe perseguito poi anche in forza del monitoraggio, a carico degli uffici amministrativi, delle relazioni trimestrali da inviare agli assessorati competenti e all´assessorato alla legalità, così da stilare un elenco degli affidamenti diretti, delle procedure negoziate in corso con annessa motivazione di tale scelta, degli importi dei lavori e dei nominativi di imprese esecutrici e dei rappresentanti legali.

 

Da ultimo, entro il primo quadrimestre dell´anno in corso, saranno creati degli elenchi di imprese per le gare informali, poi pubblicati sul sito del Campidoglio, da cui reperire i nominativi dei soggetti da coinvolgere per l´affidamento del servizio.

 

Ed è proprio in tale passaggio che si ribadisce l´importanza del D.Lgs. 231/2001 e l´adozione del modello organizzativo che "in una prima fase” avrà valore premiale nella determinazione dei criteri di aggiudicazione delle gare informali a cui partecipino solo persone giuridiche; diversamente, una volta a regime, "si prevede che imprese, persone giuridiche, potranno avanzare richiesta di iscrizione negli elenchi per le gare informali solo se avranno adottato il predetto modello organizzativo del decreto legislativo anticorruzione n. 231/2001”.

 

Il documento è disponibile a questo link