Caso Libor
Il Serious Fraud Office (SFO) ha reso noto che la settimana scorsa, per la prima volta, un senior banker di un istituto di credito leader nel panorama britannico ha ammesso davanti ai magistrati della Corte di Southwark il proprio coinvolgimento nello scandalo Libor.
Nello specifico il manager si è dichiarato colpevole del reato di cospirazione a scopo di frode ("conspiracy to defraud”) nel caso relativo alla manipolazione del London Interbank Offered Rate, o Libor, e rischia ora una condanna a 10 anni di reclusione.
Avviata pubblicamente nel 2012, l´indagine del SFO [1] ha portato alla luce la sistematica manipolazione al ribasso di tale tasso, finalizzata a rappresentare un costo del denaro, e dei finanziamenti in particolare, inferiore a quello reale. In tal modo le banche davano di sé un´immagine più solida, invogliando privati ed enti ad avvalersi del credito con cognizione della realtà del mercato distorta.
Rispetto alle accuse elevate dal SFO in sede di chiusura delle indagini (su questo sito al link), è di subitanea evidenza la modifica dell´imputazione.
In origine, infatti, il Serious Fraud Office procedeva nei confronti dei responsabili per violazioni del BA e, nello specifico, per il reato di "bribing another person” (corruzione attiva). In sostanza, si ipotizzava che i dirigenti bancari promotori del meccanismo criminale avessero corrisposto somme di denaro a bank officers di altri istituti allo scopo di indurli ad esporre - tutti - il medesimo Libor manipolato.
Tale contestazione avrebbe avuto quale pregio quello di consentire al SFO di perseguire penalmente anche le banche di riferimento a norma della sezione 7 del BA che - come noto - prevede il reato di "failure of commercial organisation to prevent bribery”.
Pare tuttavia che le cose non siano andate per il verso sperato dal SFO.
Tale agenzia si è infatti vista costretta a ripiegare sul reato di conspiracy to defraud: delitto grave, compreso in quelle stesse Sentencing Guideline che indicano le pene da impartire per violazioni del BA, che tuttavia non coinvolge in alcun modo gli enti responsabili.
Peraltro, in ragione di tale scelta, l´SFO vede in parte menomati i propri poteri investigativi in relazione alla vicenda. Solamente agendo ai sensi del BA l´agenzia ha infatti il potere di indagare ancor prima di aprire formalmente un procedimento penale, ciò che le consente enormi vantaggi in termini di segretezza ed efficacia, mentre al contrario, qualora possa avvalersi dei soli originari poteri previsti in suo favore dal Criminal Justice Act (1987) l´SFO non può "agire d´anticipo" [2].
E´ dunque chiara la ragione per cui il Direttore dell´agenzia, David Green, ha recentemente proposto una modifica del BA nel senso di un ampliamento della responsabilità penale a carico degli enti a tutti i reati finanziari.
L´emendamento consentirebbe invero al SFO più ampi poteri nella repressione della criminalità d´impresa e permetterebbe di ricondurre la vincenda Libor nell´alveo del Bribery Act.
La modifica è stata già discussa dalla Law Commission britannica [3] e tuttavia pare difficile ipotizzare una sua attuazione in tempo utile per colpire gli istituti coinvolti nella vicenda Libor, ciò che sicuramente sarà motivo di forte rammarico da parte del SFO.
Lo scandalo, infatti, che ha sino ad oggi travolto alcuni tra i maggiori istituti di credito di livello mondiale, venendo perciò correttamente definito uno dei più grandi nella storia della finanza globale [4], avrebbe potuto rappresentare l´occasione perfetta per l´SFO di dimostrare la propria efficienza nell´enforcement del BA, ormai in vigore da oltre tre anni [5].
David Green ha comunque annunciato che le indagini sul Libor proseguono, con ciò lasciando qualche spazio a contestazioni future che abbiano ad oggetto violazioni del BA.
Nel frattempo, le persone fisiche direttamente coinvolte nella vicenda si preparano ad affrontare il giudizio.
Il primo processo avrà inizio nel maggio 2015 [6] nei confronti del banker reo confesso e non sarà certo l´ultimo: ad oggi, in UK, ancora 11 tra ex dipendenti e broker devono rispondere delle accuse elevate a loro carico.
[1] Contestualmente all´avvio dell´indagine l´SFO ha infatti rilasciato un comunicato stampa consultabile al link: http://www.sfo.gov.uk/press-room/latest-press-releases/press-releases-2012/libor-sfo-to-investigate.aspx.
[2] Circostanza confermata pubblicamente dal Direttore del SFO, David Green, nel corso di un intervista consultabile al link: http://www.fraud-magazine.com/article.aspx?id=4294980221.
[3] Sul tema si veda l´articolo di stampa al link:
[4] E´ divenuta piuttosto nota la definizione resa da Andrew Lo, professore del MIT: "This dwarfs by orders of magnitude any financial scams in the history of markets.".
[5] Le autorità di controllo britanniche hanno sì disposto a carico delle banche coinvolte il pagamento di sanzioni per oltre 3 miliardi di sterline e tuttavia di tratta di multe applicate agli enti in sede civile che lasciano invariato il clima di sfiducia verso la capacità repressiva della criminalità d´impresa del SFO e, più in generale, della disciplina introdotta dal BA.
[6] Notizia tratta dalla stampa britannica al link http://rt.com/uk/193872-london-banker-libor-guilty/.

