Codice Etico

Lo scandalo che ha recentemente coinvolto una nota multinazionale leader nel settore dell´abbigliamento offre lo spunto per qualche breve considerazione in materia "231”.

 

Com´è noto, nei giorni scorsi si è discusso in merito alla possibilità che il Codice Etico di una società subisca modifiche in mancanza di una determinazione formale del Cda di riferimento, ciò che sembra sia accaduto nel caso concreto.

 

Ebbene, pare che la risposta al quesito non possa che essere negativa. 

 

Infatti, il codice etico è - anzitutto - atto ufficiale dell´ente, espressione della politica d´impresa, nonché base su cui impiantare il sistema di controllo preventivo di cui al Decreto 231.

 

Si tratta in concreto di documento che compendia diritti, doveri e responsabilità dell´azienda nei confronti dei suoi interlocutori e che raccomanda o vieta determinati comportamenti nell´ottica di promuovere la visione del vertice aziendale in ogni ambito di interesse. 

 

Il Codice Etico è pertanto - in estrema sintesi - la codificazione delle scelte gestionali dell´ente in ambito etico. Ne discende che l´adozione del documento, l´approvazione di eventuali modifiche ovvero l´inserimento di integrazioni, sono tutte attività di competenza esclusiva del CdA: organo cui spetta senza eccezioni la gestione aziendale.

 

In tale ambito quindi, esattamente come accade in relazione al Modello 231, l´organo competente ad adottare ogni provvedimento autorizzativo è il vertice aziendale.

 

Vertice che dovrà necessariamente procedere tramite formale delibera onde garantire ai destinatari del Codice - nonché ai suoi guardiani, i membri dell´OdV – la conoscenza dei suoi contenuti aggiornati.