Convenzione OCSE anti-corruzione

L´Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo torna a parlare della Francia e, in particolare, dello stato di attuazione della Convenzione contro la corruzione dei pubblici ufficiali stranieri oltralpe. Quella stessa Convenzione che, si ricorda, ha originato il domestico D.lgs. 231/2001.

 

Dopo il report del 2012, che evidenziava la totale insufficienza delle azioni poste in essere in Francia, lo scorso 23 ottobre, il gruppo di lavoro OCSE sulla corruzione ha pubblicato uno statement sul medesimo tema.

 

Il working group ha accolto positivamente alcune riforme significative, attuate allo scopo di aderire alle raccomandazioni già formulate dall´OCSE nel 2012, tra cui: l´istituzione di un nuovo procuratore nazionale "dedicato” alla persecuzione dei crimini contro la pubblica amministrazione e finanziari in genere; l´entrata in vigore di leggi per la tutela dei whistleblowers;  l´introduzione della possibilità per le organizzazioni anti-corruzione di costituirsi parte civile nei processi penali; l´aumento sostanziale delle pene per il reato di corruzione internazionale.

 

Eppure, nonostante tali sforzi, si è duramente ribadita l´inadeguatezza delle iniziative assunte in Francia rispetto all´obiettivo di compliance con la Convenzione, posto che molte delle 33 raccomandazioni formulate dall´OCSE non hanno avuto alcun seguito.

 

Le riforme che avrebbero sancito la completa indipendenza dei pubblici ministeri da indebite ingerenze politiche non sono state neppure ipotizzate. La disciplina della prescrizione dei reati di corruzione non è stata in alcun modo modificata e, peraltro, la punibilità del reato di traffico di influenza non è stata estesa ai pubblici ufficiali stranieri, ciò che avrebbe consentito una maggior effettività dell´intero sistema anti-corruzione.

 

Da ultimo, il gruppo di lavoro ha evidenziato la mancanza di proattività del sistema giudiziario francese nei casi di corruzione internazionale. Nonostante, infatti, in tale ambito siano stati aperti 24 nuovi procedimenti penali negli ultimi 2 anni, ad oggi nessuna azienda d´oltralpe è stata sanzionata sul proprio territorio nazionale, mentre si sono registrate diverse condanne all´estero per tale reato.