Corruzione: pene aumentate
Il 12 dicembre u.s. il Consiglio dei Ministri ha approvato alcune norme che entreranno a far parte del disegno di legge anticorruzione già annunciato nel giugno di quest´anno.
In particolare, con l´obiettivo di un più efficace contrasto giudiziale del fenomeno criminale, si inaspriscono le pene del delitto di corruzione propria (pena minima a 6 anni, pena massima a 10 anni) con conseguente aumento dei tempi di prescrizione del reato.
L´innalzamento del minimo edittale tende poi ad evitare che il processo possa concludersi con l´irrogazione di pene talmente modeste da non apparire adeguate alla gravità del fatto.
La normativa amplia inoltre il campo di applicazione della cosiddetta "confisca allargata”, prevedendo che la misura conservi efficacia anche quando, nei successivi gradi di giudizio, sopravvenga una causa estintiva della fattispecie oggetto di accertamento.
L´imputato, peraltro, per accedere al patteggiamento, dovrà restituire l´integrale ammontare del prezzo o del profitto del reato contestatogli, venendo meno in caso contrario l´ammissibilità della richiesta di definizione concordata del giudizio. Ciò al fine di garantire che il profitto di questi gravi delitti sia sempre oggetto di recupero a fini di confisca.
Lo strumento scelto è quello del ddl perché, come esplicitato dal Presidente del Consiglio, il Governo non intende regolare la materia penale tramite la legislazione d´urgenza. L´adozione di un decreto legge, immediatamente vigente, è stata infatti molto criticata in passato e non soddisferebbe appieno il necessario garantismo in ambito così delicato.
Il testo inizierà l´iter dalla Camera, ove sarà oggetto di esame in tempi brevi.

