La Corte Costituzionale, con sentenza n. 249 del 27 luglio scorso, ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità sollevata dal Tribunale di Salerno, con riferimento all´art.43, c.2 del decreto 231.
In sintesi, il giudice di merito aveva rilevato una possibile questione di legittimità della norma del decreto 231, che consente la notifica delle comunicazioni all´ente indagato nelle mani del legale rappresentante, anch´egli indagato per il reato presupposto da cui scaturisce responsabilità per l´ente (art.43, c.2).
Tale norma, secondo il Tribunale, sarebbe in palese contrasto con quella dell´art.39, che vieta al legale rappresentante indagato di stare in giudizio.
La Consulta ha concluso per l´inammissibilità della questione, eccependo alcuni errori nell´individuazione della norma impugnata, senza peraltro esprimersi sul piano della fondatezza.

