Corte di Cassazione - Sentenza 16 dicembre 2013
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 50605/2013, depositata in data 16 dicembre u.s., ha riconosciuto la responsabilità penale del datore di lavoro poiché - per colpa consistita in negligenza, imprudenza ed imperizia ed in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro - cagionava la morte del proprio dipendente.
A nulla è valsa l´eccezione formulata dal ricorrente circa la predisposizione di una delega di funzioni ad altro soggetto, viziata, secondo il giudice di legittimità, per forma e contenuto.
In relazione alla prima, la delega difetterebbe di una data e quindi non sarebbe collocabile con certezza in un momento antecedente al sinistro, mentre relativamente alla forma la stessa sarebbe stata finalizzata alla nomina del RSPP e non alla delega di posizione datoriale, "non contenendo alcuna attribuzione di poteri finanziaria né di alcun altro potere proprio del datore di lavoro e tali da consentire al delegato di far fronte, in via diretta, alle esigenze in materia di prevenzione degli infortuni”.
Tale ultimo aspetto è rilevante poiché, come ribadito dalla Suprema Corte, in materia di infortuni sul lavoro, il datore "non può andare esente da responsabilità, sostenendo esservi stata una delega di funzioni a tal fine utile, per il solo fatto che abbia provveduto a designare il responsabile di prevenzione e protezione”.
L´assunto è motivato mediante il richiamo alla previsione obbligatoria ex lege della nomina di un RSPP che opera quale ausilio e supporto del datore di lavoro, ma non lo sostituisce nell´attività di individuazione dei fattori di rischio.
Differente invece la figura del delegato per la sicurezza, la cui funzione è del tutto eventuale, destinatario di poteri e responsabilità originariamente ed istituzionalmente gravanti sul datore di lavoro, eccezion fatta per l´attività di valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza posta comunque a carico del datore.

