Corte di Cassazione - Sentenza 19 luglio 2012

Lo scorso 19 luglio è stata depositata la sentenza n. 29397/12 della Corte di Cassazione che interviene sul delicato argomento delle misure cautelari adottate ai sensi del decreto 231.

Nella fattispecie, il procedimento cautelare è stato originato dalla perpetrazione del reato presupposto di truffa ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche (640 bis c.p.).



La Suprema Corte afferma due importanti principi. Il primo stabilisce che la responsabilità patrimoniale dell´ente risulta "del tutto autonoma ed è insensibile alle vicende societarie successiva alla consumazione dei reati”. Nel caso di specie, pertanto, a nulla rileva l´avvenuto mutamento degli assetti organizzativi e amministrativi interni all´Ente che, a seguito di una nuova gestione societaria, aveva adottato la linea della trasparenza e dell´adozione di un Modello organizzativo.

In secondo luogo, con riferimento all´entità dell´oggetto della misura cautelare, contrariamente alla richiesta dei ricorrenti - che avevano richiesto che il provvedimento si limitasse alle sole quote societarie degli indagati - la Cassazione ha ritenuto congrua la misura cautelare reale applicata sino alla concorrenza del profitto del reato.