CPI (2014): Italia in 69esima posizione
Come anticipato lo scorso 25 novembre, ieri Virginio Carnevali di Transparency International Italia, alla presenza di Raffaele Cantone, Presidente dell´A.N.AC., di Marcella Panucci, Direttore Generale Confindustria e di Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere, ha presentato a Roma l´Indice di Percezione della Corruzione (CPI) 2014.
Rispetto all´anno precedente restano invariate molte posizioni in classifica.
La Danimarca si conferma il paese ove il settore pubblico viene percepito come più trasparente, con un punteggio pari a 92, mentre la Somalia si colloca ancora in coda al ranking con un punteggio ormai costante pari a 8.
L´Italia non lascia la 69esima posizione, che quest´anno condivide con Brasile, Bulgaria, Grecia, Romania, Senegal e Ngwana.
Anche il Regno Unito non sale né scende la graduatoria, attestandosi alla 14esima posizione, mentre gli States ne guadagnano due, collocandosi al 17esimo posto.
Nonostante il posizionamento mediocre dell´Italia e le nuove ombre che la cronaca attuale getta sulla gestione della cosa pubblica, il Presidente di TI Italia ha auspicato che gli sforzi congiunti delle forze in campo, in primis dell´Autorità Anticorruzione, possano rapidamente condurre a un radicale mutamento nella percezione del livello di corruzione nel nostro Paese.
Transparency International Italia, da parte sua, intende contribuire attivamente. È stato infatti formalmente inaugurato oggi il servizio web "Allerta Anticorruzione/ALAC”, piattaforma telematica che raccoglie in modo anonimo e protetto le segnalazioni di cittadini e whistleblowers, testimoni o vittime di casi di corruzione.
Il Presidente dell´A.N.AC. ha quindi sottolineato l´importanza di strumenti di valorizzazione dell´etica d´impresa, quali il rating di legalità, mentre l´esponente di Confindustria ha espresso l´augurio di vedere l´Italia posizionarsi al 40esimo posto al prossimo CPI.

