Export, stretta del governo britannico contro la corruzione
Il Dipartimento britannico Export Credits Guarantee (ECGD) ha posto in consultazione pubblica, fino al 15 maggio, una nuova versione della propria policy anticorruzione e di alcuni documenti correlati.
L´ECGD ha il compito primario di promuovere le esportazioni tramite finanziamenti a lungo termine o polizze assicurative. Ma con l´obbligo - in quanto ente governativo - di fornire sostegno solo a quegli esportatori nazionali che garantiscono il rispetto della legge e, in particolare, della normativa anti bribery.
Mutato il quadro iniziale, in virtù dell´ampliamento della tipologia di esportatori supportati e della natura dei prodotti, il Dipartimento ha dunque ritenuto necessaria qualche modifica alla propria politica anticorruzione, i cui obiettivi sono:
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informare assicurati e/o finanziati sulle conseguenze della corruzione, come descritte nel Bribery Act (2010);
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avvertire che sarà riferita all´Autorità Giudiziaria ogni attività sospettata di corruzione o riciclaggio di denaro;
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pretendere dichiarazioni formali con la garanzia che né gli esportatori stessi, né persone ed enti ad essi associati (fornitori, agenti, eccetera) siano coinvolti in attività illegali o abbiano riportato condanne per corruzione;
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pretendere determinate informazioni che consentano di escludere ragionevolmente il rischio di corruzione.
Le modifiche in cantiere riguardano soprattutto le dichiarazioni formali che ciascun esportatore deve sottoscrivere nel caso intenda usufruire dei servizi dell´ECGD. E che sono state molto semplificate, anche per la crescente richiesta da parte di piccole e medie imprese.
Gli esportatori saranno tenuti ad informare il Dipartimento di ogni precedente in materia di corruzione, senza quelle deroghe che erano prima contemplate. Sarà ovviamente importante l´assenza di condanne, o indagini in corso, per fatti corruttivi di cui al Bribery Act (2010), sia a livello individuale che di impresa. In tale ottica, assumeranno rilievo anche eventuali condotte illecite attuate all´estero da esportatori britannici.
L´ECGD ritiene che il nuovo wording e l´assenza di deroghe agli obblighi informativi garantiranno una maggiore comprensione da parte degli esportatori circa il contenuto degli obblighi assunti, consentendo così al Governo un intervento più efficace contro la corruzione.

