Frodi “carosello”, la prescrizione può essere superata (nei giudizi in corso)
Per garantire un´efficace repressione dei reati fiscali, l´Unione Europea può imporre di disapplicare alcune disposizioni nazionali sulla prescrizione. Questo il parere che l´avvocato generale della Corte di giustizia europea, Juliane Kokott, ha depositato lo scorso 30 aprile, nel contesto di un giudizio (causa C-105/14) promosso dal Tribunale di Cuneo.
L´ambito è quello di un processo per frode "carosello”, meccanismo fraudolento con il quale l´impresa acquirente detrae l´Iva a fronte del mancato versamento da parte del venditore. Nella consapevolezza che il reato in questione sarà prescritto «ancor prima della pronuncia di una sentenza penale definitiva», il giudice italiano ha posto alla Corte il quesito circa la compatibilità dell´istituto della prescrizione (così come disciplinato nel nostro Paese) con l´ordinamento europeo. L´assunto sotteso è che l´Iva fa parte delle risorse economiche dell´UE (una sua quota confluisce infatti nel bilancio europeo).
Dopo aver analizzato la disciplina comunitaria, l´avvocato generale ha riferito che «una normativa nazionale sulla prescrizione dei reati, la quale, per motivi sistemici, comporta in numerosi casi la non punibilità dei responsabili di frodi nel settore dell´Iva, è incompatibile con i summenzionati precetti del diritto dell´Unione». E pertanto, «siffatta normativa deve essere disapplicata dai giudici nazionali in procedimenti penali pendenti».
Si tratta di conclusioni che, per quanto non vincolino strettamente la decisione finale della Corte UE, appaiono rivoluzionarie. Se accostate al nuovo delitto di autoriciclaggio, il cui presupposto ben può essere proprio un reato di natura fiscale, punito anche in materia di responsabilità amministrativa degli enti, potrebbero aprire nuovi scenari per il sistema giudiziario nazionale.

