Irrilevante la sostituzione degli amministratori
La Suprema Corte, nella sentenza depositata il 2 dicembre u.s., ha riaffermato il principio dell´immedesimazione organica dell´ente con i propri amministratori e la conseguente imputazione in capo alla società degli atti da questi posti in essere.
La Cassazione ha così rigettato il ricorso di un´azienda che affermava la propria estraneità al fatto-reato, in considerazione dell´intervenuto mutamento dei componenti della compagine amministrativa, rispetto al momento della commissione dell´illecito, richiedendo, altresì, la revoca del sequestro preventivo finalizzato alla confisca.
A parere della Corte, tale tesi risulta priva di fondamento in quanto "confonde la responsabilità personale da reato con la responsabilità patrimoniale per le conseguenze da reato che vengono imputate all´ente dotato di personalità giuridica in virtù del rapporto di immedesimazione organica che lo lega ai propri amministratori; rapporto di immedesimazione in conseguenza del quale all´ente non vengono imputati solo gli effetti dell´atto ma l´atto stesso. Tale rapporto organico può essere escluso, nelle sue conseguenze da reato, solo mediante l´adozione di specifiche modalità organizzative.”
Sulla base del medesimo principio la Corte ha rigettato la richiesta di revoca del sequestro ritenendo che la misura di sicurezza della confisca non abbia carattere punitivo ma solo cautelare e che possa essere disposta "anche per i beni appartenenti a persone giuridiche dovendo a tali persone, in forza dei principi di rappresentanza, essere imputati gli stati soggettivi dei loro legali rappresentanti".

