La cooperative compliance all’esame delle Commissioni
È stato trasmesso alle Commissioni parlamentari competenti lo schema di decreto legislativo sulla certezza del diritto in materia fiscale, accompagnato da una relazione illustrativa dellaratio seguita nella formulazione delle nuove norme.
In particolare, per quel che riguarda il regime dell´adempimento collaborativo (o cooperative compliance), il riferimento esplicito è alle più recenti raccomandazioni Ocse sui modi per migliorare i rapporti tra fisco e contribuenti.
Nel 2008 l´Organizzazione ha infatti incoraggiato le autorità fiscali a stabilire, con i contribuenti di maggiori dimensioni, una relazione di reciproca fiducia e collaborazione, fondata su sette principi. Da un lato si chiedeva all´autorità fiscale di mostrare comprensione del business, imparzialità, proporzionalità, trasparenza, reattività e dinamismo; dall´altro si suggeriva ai contribuenti di comunicare spontaneamente le informazioni rilevanti e di essere trasparenti.
In un successivo rapporto del 2013, l´Ocse ha poi ipotizzato l´adozione di schemi di cooperative compliance, sottolineando l´importanza di un sistema di controllo e gestione del rischio fiscale (tax control framework) all´interno dei meccanismi di vigilanza aziendale.
Seguendo anche tali indicazioni, di matrice sovranazionale, il Governo ha dunque predisposto lo schema di decreto che, agli articoli da 3 a 7, disciplina l´adempimento collaborativo.
Se il nuovo regime divenisse operativo, ci sarebbero diversi benefici per gli aderenti. Oltre ad una procedura semplificata di interpello preventivo, in merito all´applicazione delle disposizioni tributarie a casi concreti, l´adesione a questa forma di compliance comporterebbe che le eventuali sanzioni siano applicate in misura non superiore al loro minimo edittale, con riscossione «in ogni caso sospesa fino alla definitività dell´accertamento».

