Lavoro, previste ispezioni per 132.500 aziende
La Direzione generale per l´Attività ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha pianificato le azioni di vigilanza dell´anno in corso, per contrastare gli illeciti e tutelare le condizioni dei lavoratori.
I fari sono puntati, in primo luogo, sul ricorso all´occupazione di lavoratori in nero, con particolare focus sulle aree del Sud e sui settori di edilizia, commercio, ristorazione e agricoltura.
Viene sottolineata, inoltre, l´esigenza di contrastare i fenomeni elusivi della normativa lavoristico-previdenziale, ovvero quella molteplicità di condotte che di fatto portano a contrarre il livello delle tutele e dei diritti dei lavoratori. Si tratta di vigilare, ad esempio, sulla corretta applicazione degli accordi collettivi di lavoro, spesso sottoscritti da organizzazioni sindacali diverse da quelle comparativamente più rappresentative nelle varie categorie e che non sono grado di assicurare ai lavoratori idonei trattamenti economici.
Saranno oggetto di vigilanza anche le cooperative di lavoro, che risultano spesso prive di controlli e azioni ispettive relativamente«ai bilanci, sottraendosi al rispetto dell´attività indicata nello statuto e della vigente normativa lavoristico-previdenziale».
La tutela dei lavoratori passa anche dall´attenzione ai sempre più frequenti fenomeni di dumping (cioè le esternalizzazioni, usate soprattutto nel settore degli appalti) e del distacco, anche transnazionale, ormai «invalso soprattutto nel settore edile e dell´autotrasporto, per aggirare la normativa in materia di regolare costituzione dei rapporti di lavoro, determinando una significativa disparità di trattamento per la manodopera appartenente a diversi Paesi dell´Unione Europea».
L´azione ispettiva contrasterà infine l´utilizzo distorto dei contratti di lavoro atipici o flessibili (come collaborazioni coordinate e continuative a progetto, o partite IVA) che non di rado nascondono tipologie di rapporti diversi e spesso di natura subordinata.
La Direzione generale ha quindi programmato la verifica di almeno 132.500 aziende, ripartite sul territorio, con picchi di 12-13mila controlli in alcune regioni. Ed ha stilato una serie di obiettivi che le ispezioni devono raggiungere, sulla base «dell´analitica mappatura dei fenomeni di irregolarità e della segnalazione delle criticità che contraddistinguono le singole aree geografiche».

