Responsabilità degli enti e attuale politica legislativa
Com´è noto nelle ultime settimane il Governo ha assunto diverse iniziative sul fronte della legislazione penale, mettendo in cantiere riforme su aspetti sostanziali e processuali di rilievo.
Si ricorda, ad esempio, l´approvazione dello schema di decreto legislativo che introduce nell´ordinamento una causa di non punibilità per fatti di minima rilevanza (v. notizia del 03/12/2014), nonché la recente proposta di modifica del regime della prescrizione (v. notizia del 16/12/2014).
Salta all´occhio, tuttavia, la totale assenza di previsioni in ambito 231. I provvedimenti di cui si è accennato non contengono infatti indicazioni riferibili agli enti.
Questi, pertanto, salvo il caso di emendamenti ad hoc, non vedranno allineata la propria posizione a quella delle persone fisiche con riferimento – quanto meno – agli istituti della non punibilità per fatti lievi e della prescrizione. Tale lacuna lascia perplessi dal momento che la carenza di disposizioni specifiche in materia di responsabilità delle persone giuridiche ha, in passato, provocato dubbi interpretativi di difficile risoluzione.
Si tratta però, a ben vedere, di mancanza che trova una propria giustificazione nello stesso Decreto 231 che, nel sancire l´autonomia dell´illecito dell´ente dal reato presupposto, "autorizza” l´adozione di discipline del tutto svincolate.
Basti considerare che già oggi la prescrizione dell´addebito a carico della persona giuridica segue regole del tutto differenti rispetto a quelle applicabili al reato: il termine di prescrizione della fattispecie amministrativa, infatti, è sempre pari a 5 anni e resta sospeso durante il processo nei confronti della persona fisica.
Fuori dunque dalle ipotesi di amnistia e prescrizione maturata prima della contestazione a carico dell´ente, il Giudice è sempre tenuto a pronunciarsi sull´accusa mossa alla persona giuridica, tramite accertamento che resta dunque indifferente alle vicende del reato presupposto.
Pertanto, l´eventuale approvazione delle riforme in esame non pare vada a modificare sensibilmente quella che è allo stato la disciplina della responsabilità amministrativa a carico degli enti.
Per il momento, inoltre, non sembra trovare seguito l´auspicio di Transparency International Italia per una riforma globale dell´istituto della prescrizione che coinvolga tanto le persone fisiche quanto gli enti.
Di recente TI, audita in Parlamento, ha infatti ricordato lo scollamento tra i due sistemi, evidenziando come il disegno di legge in fase di perfezionamento costituisca un´occasione unica per avvicinare le discipline.
Iole Anna Savini

