Sentenza ThyssenKrupp, inammissibile il ricorso straordinario
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso straordinario presentato dal responsabile degli investimenti in materia di sicurezza antincendio della ThyssenKrupp.
Condannato per omissione delle cautele e omicidio colposo per la morte di sette operai nel rogo del dicembre 2007, il dirigente prospettava un errore di fatto delle Sezioni Unite (sentenza 38343/2014). Nello specifico, riguardo al nesso causale tra le condotte colpose e l´avvenuta strage.
Secondo i legali, la data di inizio delle omissioni, come stabilita nell´atto di accusa, le rendeva infatti ininfluenti rispetto al verificarsi dell´incendio. E sulla base di quella stessa premessa storico-fattuale, il nesso causale è stato escluso per le azioni dolose e affermato invece per quelle colpose. In maniera contraddittoria.
Per i supremi giudici (Sezioni Unite, sentenza 18651 depositata il 6 maggio) il ricorso è tuttavia inammissibile, perché si fonda su motivi non consentiti. Quando la causa dell´errore «non è identificabile esclusivamente in una fuorviante rappresentazione percettiva e la decisione abbia comunque contenuto valutativo, non è configurabile errore di fatto, bensì di giudizio». Si è quindi fuori dal rimedio previsto dall´articolo 625-bis del Codice di procedura penale. In più - ricorda la Corte - neanche l´omesso esame di un motivo di ricorso per cassazione dà luogo ad errore di fatto.
Nel decidere tra dolo e colpa, la sentenza impugnata non ha poi eluso il tema del nesso di causalità.
L´omissione dolosa - cioè la mancata realizzazione dell´impianto automatico per rilevare e spegnere gli incendi - è stata esclusa perché quella misura secondaria non sarebbe stata pronta per la data dell´incidente.
Mentre i reati di incendio e omicidio colposo «erano (…) fondati su una serie imponente di omissioni cautelari di prevenzione primaria, in quanto finalizzate alla realizzazione, in via preventiva, di condizioni di lavoro sicure, tali da evitare il verificarsi stesso dell´evento».
La rilevanza causale dei numerosi fattori di colpa è stata affrontata, secondo la Cassazione, con «valutazioni e giudizi di natura giuridica» decisamente lontani dall´errore materiale.

